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Stephanie Meyer e il vampiro “adolescente” che resiste ai propri impulsi

Edvard Munch, "Love and pain" (meglio noto come “The vampire”), 1893-94
Si sa, i miti vengono continuamente riadattati nell’attualità e sulle nuove esigenze e stili di vita della modernità. Così Freud aveva ritrovato nella maggior parte dei miti greci i comportamenti umani, allo stesso modo oggi è possibile riutilizzare uno dei tanti miti moderni: Don Chisciotte, Robinson Crusoe, Faust, Don Giovanni e Dracula per produrre storie interessanti e di successo. Le narrazioni odierne si scostano dal mito solo nella misura in cui sono sopravvenute le contingenze dei nostri anni. Il Crusoe del XXI secolo non è più l’uomo razionale e pre-illuminista capace di portare le sue conoscenze su un isola deserta con il desiderio di civilizzare Venerdì. I Crusoe del XXI secolo sono i protagonisti della fortunata serie Lost (negli Stati Uniti giunti alla V stagione), precipitati su un isola dove non vi sono selvaggi, ma persone già civilizzate pronte a uccidere in difesa del loro territorio. Curioso non trovate? L’uomo moderno porta la guerra anche su un minuscolo scoglio nel Pacifico.
E anche Dracula si deve “adattare ai tempi”. Straordinario esempio Twilight il primo capitolo della saga creata da Stephanie Meyer. La giovane Isabella si trasferisce nella piovosa Forks nello stato di Washington. A scuola conosce l’etereo (dov’è finito il tenebroso?) e scontroso Edward. Fra i due adolescenti fiorirà l’amore, ma la natura vampiresca di Edward creerà a entrambi non pochi problemi (d’altronde, per essere stati pubblicati già 4 romanzi mi sembra il minimo). Insomma saper sfruttare un vecchio mito non garantisce il successo di per sé se ad esso non si aggiungono delle varianti in grado di aggallare i nostri tempi. Il vampiro non è più quindi come 30 o 40 anni fa il capitalista del film Hanno cambiato faccia. Perde gran parte della sua pericolosità, anzi sembra controllarsi perfettamente capace com’è di resistere al suo primario impulso: il sangue umano (si nutre infatti di sangue animale) e al molto più terreno impulso romantico: quello sessuale. Non a caso si tratta di adolescenti e il morso sul collo non sferrato è un pò come il rapporto sessuale non consumato. In un articolo apparso sul Corriere della Sera martedì 17 febbraio si faceva per l’appunto riferimento a questo boom dei vampiri teenager coi “denti da latte”, “che provano un richiamo sessuale molto debole, giusti per questa generazione di ragazzi senza una forte identità di genere”. Non mi sento di relegare queste letture ai soli adolescenti, non a caso io stesso per dovere di cronaca ho letto Twilight, ma siamo davvero sicuri che – abbandonati i castelli e la Transilvania, il sangue umano e i paletti di frassino a favore di cellulari, anonime cittadine statunitensi e surrogati ematici – siamo pronti ad rinunciare anche alla forte componente sessuale che mista all’orrore ci dava brividi da sublimazione.
Il club del libro.
So I guess I’m out of the book club.
Ben Linus, Lost 3×01





