il Corriere della Letteratura

Jenny Saville e la sala operatoria dell’iperreale.

Pubblicato su Arte by EDN su Dicembre 2nd, 2007

reverse.jpgMi piacerebbe spendere due parole per questa pittrice, Jenny Saville. Purtroppo a parte  un esame di storia dell’arte contemporanea (e uno di storia moderna), in questo campo sono poco più che un amateur. Alcune immagini, però, non hanno bisogno di critici d’arte per entrarti sotto la pelle. Perchè è proprio di questo che si parla. Guardare per credere, nella sezione immagini di una normale ricerca di Google. Basta digitare il nome di questa autrice per vedere i suoi lavori. I temi sono quelli ormai a noi cari. Sale operatorie, chirurgia estetica, transessuali, obitori. Il tutto nello stile di serial alla Nip/Tuck, C.S.I., Dr.House e Six Feet Under. Non vedenti, mutilati e corpi dalla sessualità indecifrabile che rendono in pieno il processo di insensibilizzazione alla carne e al sangue di cui la “modernità” ci ha gentilmente fatto dono. L’opera riportata qui sopra è intitolata Reverse del 2003… particolari così forti che da soli descrivono tutto: la vita, la nascita, la morte… Perchè tutto palpita, non solo la vita. Anche la morte può essere palpitante.

“Cerco di trasformare qualcosa che comunemente non è ritenuto bello attraverso un processo di sublimazione. Mi interessa soprattutto la relazione che esiste tra la carne e la pittura. Se voglio realizzare il ritratto di un travestito è perchè quel corpo è una specie di specchio dell’epoca in cui viviamo, un corpo che è un misto di naturale e artificiale.”

jennysaville20.jpg

 

Azzarderei; se i cubisti collassavano, disfacevano le figure, Jenny Saville immortala (in realtà questi corpi sono già morti, o forse non sono mai stati vivi, proprio come dei cloni) i processi che nella realtà intaccano e corrodono i corpi e la carne. Quello che viene rappresentato è il nostro nudo guscio analizzato da una pittura corposa nella sua estrema e clinicamente fredda concretezza. Si può provare disgusto o raccapriccio, ma spesso prevale una certa curiosità.

Pensare che in realtà la maggior parte delle code che si formano in autostrada, sono dovute alle macchine rallentano per vedere gli incidenti, la dice lunga sulla curiosità umana.

 

8 Aprile, 2008

Questo è il post più letto e Jenny Saville sono le parole digitate nei motori di ricerca che hanno veicoltato più persone verso questi lidi. Possibile che nessuno voglia condividere un’idea, se non su quello che ho scritto, per lo meno sulle opere di quest’artista?