Duma Key. Il ritorno del “Re del Brivido”.
Horror waiting to happen

Approda oggi nelle librerie italiane l’ultimo romanzo di Stephen King Duma Key, l’ultima gemma del suo oscuro universo letterario…. Che dire di questo pozzo di storie vivente? Incredibile davvero la quantità di libri, racconti e romanzi che è riuscito a scrivere in quasi quarant’anni di carriera.
Questo romanzo è stato pubblicato negli Stati Uniti il 22 gennaio di quest’anno. Il 6 marzo Wu Ming 1 ha recensito il libro per le pagine de L’Unità.
Ed ecco la quarta di copertina.
Duma Key è una minuscola isola della Florida in cui si rifugia il protagonista, Edgar Freemantle, in seguito a un grave incidente. Menomato nel fisico e abbandonato dalla moglie, decide di ricominciare una nuova vita in questa striscia di sabbia e mare.
Affitta una casa da Elizabeth, un’anziana che è proprietaria di tutti gli appartamenti del posto, e si dedica a una vecchia passione: la pittura. I quadri che comincia a dipingere, specie quando il braccio amputato gli procura delle sensazioni fantasma, rivelano un talento eccezionale e non solo dal punto di vista artistico. Diventano macabre profezie, capaci di togliere la vita a chi li acquista e di far comparire e sparire cose e persone. Edgar dovrà capire qual è il mistero che avvolge Duma Key e se l’enigmatica signora Elizabeth e il suo passato hanno qualcosa a che fare con la forza che si sprigiona dalle sue creazioni artistiche.
Roma: una lezione versatile.
Aiutando mio fratello (studente al primo anno del liceo scientifico) nei sui compiti pomeridiani mi sono imbattuto - è proprio il caso di dirlo - nel suo libro di storia. Agile, per non dire smilzo, il testo rispecchia i nuovi ordinamenti scolastici che predilige l’integrazione con supporti informatici (cd-rom e dvd) e nuovi media. Purtroppo, nonostante un dichiarato intento semplificativo, alcuni argomenti vengono trattati superficialmente e con scarsa chiarezza. Nello specifico, le cause della Prima guerra punica.
In seguito alla conquista dell’Italia meridionale da parte di Roma (che non possedeva ancora una flotta) divenne inevitabile lo scontro con Cartagine, la grande potenza del Mediterraneo occidentale. Fra le varie cause spicca senz’altro la possibilità di mettere le mani sulla Sicilia, in seguito battezzata granaio dell’impero, e sulle ricchezze dell’isola. In sostanza il fine ultimo era l’accesso alle risorse, che per una città immensa (per l’epoca) come Roma era fondamentale.
Nonostante l’imperativo della brevitas, il manuale tratta anche del casus belli, pur non definendolo chiaramente come pretesto addotto per l’azione bellica. Questo sembra infatti una delle tante cause.
Nel 256 a.C. i Mamertini, mercenari campani minacciati da Siracusa per le scorrerie compiute nel suo territorio, si rifugiarono a Messina e chiesero aiuto a Cartagine che inviò nella città un piccolo contingente di soldati. Dopo qualche tempo però i Mamertini, non sopportando le prepotenze dei cartaginesi, chiesero aiuto ai romani, che accolsero la richiesta. Uno dei due consoli Appio Claudio elusa la sorveglianza della flotta cartaginese, sbarcò nei pressi di Messina e vi entrò senza colpo ferire…
Se si voleva essere sintetici credo si sia scelta la strada peggiore, rendendo telegraficamente un fatto poco chiaro (artefatto).
Oggi sappiamo con certezza le cause delle recenti guerre. Nulla di diverso dal passato: l’accesso alle risorse. Le società industrializzate vivono una loro esclusiva era dell’accesso, purtroppo molto diversa dalla nuova fase del capitalismo descritta da Rifkin.
Queste risorse sono rappresentate, per un’esigua parte della popolazione mondiale (quella occidentale), soprattutto dall’energia e quindi dal petrolio. L’intera popolazione mondiale, al contrario, ha bisogno di acqua - come spesso si è sottolineato negli anni passati - ed infine, storia di questi giorni, si è tornati a discutere di grano e cereali, un problema che le civiltà umane hanno già affrontato e risolto (a modo loro) in passato.
Insomma nulla di nuovo sotto il sole, proprio come la finzione del casus belli. Sono davvero curioso di sapere cosa scriveranno i libri di storia sulla guerra in Iraq. Insieme alle motivazioni reali, riporteranno anche loro, imbarazzati e sinteticamente, ma soprattutto non palesandone la fictio, dell’infruttuosa ricerca delle armi di distruzione di massa?
La libreria imperfetta.
Il Daily Telegraph, quotidiano britannico, ha pubblicato un articolo in cui propone i 110 titoli da tutto il mondo per comporre un’ipotetica libreria perfetta. Questi libri sono tutti da possedere, mostrare e possibilmente leggere dalla prima all’ultima pagina. Mi sembra evidente che una libreria perfetta per un qualunque appassionato di letteratura sia irrealizzabile. Troppi testi in tutto il mondo e tanti autori che, per fortuna, continuano a scrivere libri che vale la pena di leggere.
Per realizzare lo scaffale perfetto, i curatori del Telegraph hanno deciso di suddividere i tomi per argomento: classici, poesia, letteratura, libri romantici, libri per bambini, fantascienza, crimini, libri che hanno cambiato il mondo accanto a quelli che hanno cambiato il nostro mondo interiore, storia, vita.
CLASSICI - Tra i classici spicca Omero, con Iliade e Odissea, ma anche Guerra e Pace di Tolstoj, Madame Bovary di Flaubert, e i Viaggi di Gulliver di Swift. Mancano inspiegabilmente: Dostoevskij, Goethe, Melville, Cervantes…
POESIA - Tra i poeti non può mancare Dante, posizionato accanto a Shakespeare, ma la classifica pecca la troppa influenza delle sue origini british.
LETTERATURA MODERNA - Venendo alla prosa degli ultimi due secoli sono immancabili Alla ricerca del tempo perduto di Proust e, se riuscirete ad arrivare alla fine, potrete passare all’Ulisse di Joyce, a Hemingway, ai Cento anni di solitudine di Garcia Marquez e all’amato, quanto odiato, Philip Roth con La macchia umana.
LETTERATURA ROMANTICA - Segnalate Le relazioni pericolose di de Laclos, ma anche il Dottor Zivago e Tess of the D’Urbervilles di Thomas Hardy.
BAMBINI - Nella letteratura per bambini spiccano Il signore degli anelli di Tolkien, Winnie-the-Pooh, Harry Potter ma anche L’isola del tesoro di Stevenson. Dove sono I ragazzi della via Pal?
FANTASCIENZA - Per questo genere impossibile fare a meno di Frankestein, di 20mila leghe sotto i mari, così come di 1984 di Orwell e il Ciclo della Fondazione di Asimov, ma incredibilmente manca Ray Bradbury!!!
GIALLI - Per gli appassionati di crimini non vanno scordati né Agatha Christie, né la saga completa di Sherlock Holmes. Insindacabile, ma avrei qualcosa da ridire sull’assenza di Georges Simenon e Manuel Vázquez Montalbán.
LIBRI CHE HANNO CAMBIATO IL MONDO - Nella categoria dei libri che hanno segnato un «prima e un dopo»: Il capitale di Marx, Il principe di Machiavelli e l’intera Encyclopédie.
“INTIMISTI” - Rivolgendosi alla parte più interiore di ognuno di noi, impossibile scordare Il gabbiano Jonathan Livingston e Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta. Anche qui, il resto della lista si presta meglio a una selezione più personale, ma certo viaggi, cucina e libri sui consigli di vita sono caldamente attesi sullo scaffale.
STORIA E “VITA”- Nel settore storico riportati grandi classici come Erodoto e Tucidide, mentre nella sezione «vita» campeggiano uno accanto all’altro le Confessioni di Sant’Agostino e Se questo è un uomo di Primo Levi.
Insomma parziale e incompleta, ma il compito era improbo e improbabile! Se qualcuno si volesse divertire a scovare le mancanze eccezionali:
110 best books: The perfect library
Sweeney Todd. Il diabolico barbiere di Fleet Street.
Imperversano al cinema di questi tempi film tratti da romanzi. Sweeney Todd di Tim Burton è solo uno di questi. Come accade spesso in questi casi, il testo inglese mai pubblicato in Italia è stato prontamente tradotto e adesso capeggia nelle nostre librerie. Classificato come romanzo gotico di epoca vittoriana, la vicenda viene narrata in maniera distaccata, cinica e sarcastica, a metà strada tra la cronaca nera e la narrazione popolare. Quello che si legge è la versione racchiusa in un unico romanzo di una serie di racconti pubblicati dall’editore Edward Lloyd, sulla rivista The People’s Periodical and Family Library tra il novembre 1846 e il marzo 1847, sotto il titolo di The String of Pearls: A Romance.
Questo è il primo capitolo… Buona Lettura! 
1. Uno strano cliente da Sweeney Todd
Prima che Fleet Street avesse raggiunto la sua attuale importanza, ai tempi in cui Giorgio III era giovane, e i due giganti che suonavano le campane della vecchia chiesa di St Dunstan erano nel pieno della loro gloria – dando fastidio ai fattorini in giro per commissioni e lasciando a bocca aperta per lo stupore la gente di campagna – c’era, vicino al sacro edificio, una botteguccia di barbiere, tenuta da un uomo che si chiamava Sweeney Todd.
Come fu che venne chiamato e battezzato Sweeney rimane inspiegabile: ma questo era il suo nome, che infatti spiccava scritto in enormi lettere gialle sopra la vetrina del suo negozio, come poteva vedere chiunque decidesse di rivolgere lo sguardo proprio lì.
I barbieri a quel tempo in Fleet Street non erano ancora diventati di moda, e non sognavano di farsi chiamare artisti più che di prendere d’assalto la Torre; e poi non erano, come adesso, costantemente impegnati a scuoiare begli orsi grassi – eppure in qualche modo la gente doveva avere i capelli sulla testa proprio come ce li ha adesso, anche senza l’aiuto di quelle untuose pomate. Inoltre, in quella sorta di preistoria, Sweeney Todd e i suoi confratelli non ritenevano affatto necessario tenere in vetrina un’effigie umana di cera.Non c’era nessuna languida giovane signora che gettasse sguardi da sopra la spalla sinistra, in modo che una massa di riccioli ramati potesse ricaderle morbida sul collo di giglio, e grandi conquistatori e seriosi uomini di Stato non venivano, come adesso, esibiti al pubblico ludibrio con impronte di rossetto sulle guance, una quantità di polvere nera spalmata in guisa di barba, e un po’di peli incollati come sopracciglia.
“Il manifesto del nuovo Umanesimo” Firmato Tzvetan Todorov.
Ci si può immaginare di camminare lungo le strade deserte di San Pietroburgo con il principe Myskin, l’idiota di Dostoevskij e chiedersi, perché proprio lui, il migliore degli uomini, deve chiudere la propria esistenza da demente. Si può amare alla maniera di Paolo e Francesca, o provare gelosia come Otello. Si può vincere la depressione leggendo poemi di Wordsworth e avere quella gioia interiore che arriva dalla contemplazione tranquilla delle bellezze della natura (è successo a John Stuart Mill). Si può stare in carcere e volare inventando un mondo parallelo di donne fatali e uomini bellissimi, basti pensare a Il bacio della donna ragno di Manuel Puig.
Serve alla vita tutto questo? Serve, risponde Tzvetan Todorov, filosofo e intellettuale bulgaro-francese, tra i massimi contemporanei, col suo libro La letteratura in pericolo uscito in Italia il 7 febbraio per Garzanti. Todorov è ben cosciente che la parola ha una funzione consolatoria e il carcere è il luogo dove massimamente si esprime. Ma solo consolatoria?
Libri, due righe.
Dopo il successo di Gomorra un altro libro cerca di infilarsi nel muro di silenzio del crimine organizzato, Io per fortuna c’ho la camorra di Sergio Nazzaro (Fazi).
“Reportage-romanzo scandito nell’arco di ventiquattro ore riempite di delitti, inseguimenti, ingiustizie, frustrazioni, dignità rubate e pretese, storie di soprusi e resistenze quotidiane, personaggi improbabili o rassegnati, magistrati testardi e guappi impudenti, storie che srotolano il tran-tran di esistenze che poco hanno a che fare con le leggi e leconvivenza civile.”da il Corriere della Sera di Giovedì 27 Dicembre 2007 p. 49.
- M. Cucchi, La traversata di Milano, Mondadori. Milano diventa un personaggio, con le sue doti e le sue bizzosità, la sua bellezza e le sue rughe.
- P. Colaprico, Manuale di sopravvivenza per immigrati clandestini, Rizzoli. Joan, immigrato rumeno che sognava di fare fortuna.
- S. Benni, La grammatica di Dio, Feltrinelli. Storie di solitudine e allegria. Il lato più curioso, imprevedibile della vita.
- D. Hay, Christmas. Ricette semplici per un buon Natale. Tommasi-Datanova. La foodwriter australiana propone un mega menù natalizio non tradizionale.
- B. Alberti, Vangelo secondo Maria, Castelvecchi. La storia di Maria, non più spettatrice, ma artefice della propria esistenza.
- K. Nakagami, Mille anni di piacere, Einaudi. La storia di sei giovani che vivono sul filo di un pericoloso crinale, tra innocenza e crudeltà.
- S. Porzio, Il panettone. Storia, leggende e segreti di un protagonista del Natale, Tommasi-Datanava. Una leggenda dai tempi di Ludovico il Moro.
- R, Cappuccio, La notte dei due silenzi, Sellerio. Una storia d’amore e di misteri negli anni cruciali del Regno delle Due Sicilie.
- C. Cambi, Il gambero rozzo 2008, Newton&Compton. Le osterie e trattorie d’Italia. L’antiguida della cucina italiana al suo terzo anno.
- P. Cognetti, Una piccola che sta per esplodere, Minimumfax. Racconti su adolescenza e diversità con i genitori tra anni ‘60 e ‘80.
Viaggio nell’impero economico e nel sogno di dominio della camorra.
La palma di libro dell’anno 2007 va a Gomorra di Roberto Saviano. In realtà questo romanzo è uscito nelle librerie nell’aprile del 2006 e, grazie ad un certo tam tam mediatico, ha rapidamente conquistato le vette delle classifiche di vendite in Italia. In quella stessa estate si parlava, forse eccessivamente, della figura dell’autore, costretto a vivere sotto scorta perché la camorra se l’era eufemisticamente legata al dito. Nel 2007 il libro ha surfato sulle creste delle classifiche con una costanza vista raramente per un’opera prima.
Inutile dire, che grazie alle cronache di questi giorni, riguardanti Napoli alle prese con l’emergenza (”quindi clamoroso affare economico” Sergio Rizzo, Corriere della Sera 3/1/0
rifiuti, viene voglia di risfogliare Gomorra alla ricerca delle parole che ci hanno illuminato, infatti l’emergenza dura da 14 anni. Chi non conosce la realtà campana, difficilmente può comprendere i meccanismi che muovono le persone, criminali e non. Qualcuno ha detto “Napoli è un paradiso popolato di diavoli”. Saviano ha dato voce a questi diavoli. La sua non è un’analisi sociologica, ne tanto meno un reportage sul campo (questo era ciò che pensavo inizialmente), ma un viaggio come dice nel sottotitolo. Esatto, non c’è nulla di più corretto che pensare a questo libro come alla narrazione di un viaggio all’interno del citato sogno di grandezza della camorra, un viaggio nei gironi infernali dello Stato. L’autore, fra rallentamenti e accelerazioni, racconta tutta la filiera del sistema economico criminale. Crimini quasi misconosciuti per quanto non riescono a raggiungere i titoli dei giornali e le case degli italiani attraverso i tg. Qualche servizio, mandato in onda in questi giorni, ha per caso indicato le radici dell’attuale problema monnezza (così la chiamano al sud apostrofa, come fosse una divertita nota di colore, il tg5 del 2 gennaio)? Ma questa è solo una delle strade, uno dei tentacoli dell’impero economico narrato da Saviano, lucido indagatore dei mali della sua terra, la nostra terra.Così si sono concluse le votazioni per il libro del 2007. Per quanto riguarda i dati del pool svoltosi sul Corriere della Letteratura i numeri sono abbastanza esigui. Niente di trascendentale per un blog nato poco più di un mese fa, chiaramente. Non amo sbandierare sondaggi come alcuni politici nostrani, quindi, con beneficio d’inventario possiamo ritenere questo il libro del 2007 (lo è sicuramente per EremoLetterario) in attesa del risultato del tg1 libri.
Nel frattempo, buon Libro del 2008 a tutti.
7 libri dell’anno 7 da regalare a Natale.
Come ogni Natale, immagino che anche quest’anno sia scattata la tanto vituperata corsa al regalo. Saranno i telegiornali che come al solito ci imporranno un’attenzione particolare sul: si spende meno-si spende più degli anni passati. E perché non parlare dei classici regali riciclati. Quanto amiamo parlare dei nostri e degli altrui regali riciclati, come fosse un crimine verso la persona che originariamente ha fatto il dono in questione. Infatti, se ne parla quasi quanto la nostrana cronaca nera, o per lo meno con lo stesso gusto voyeristico. Tornando alle nostre interviste di costume da tg, la classica domanda è: cosa regali? E io rispondo: libri.
Quindi, fra i tanti regali che normalmente facciamo (e riceviamo), penso che i libri conservino il loro fascino, nonostante l’hi-tech imperante e i classicissimi pandori, spumanti & co. Quindi mi sembra doveroso fare una piccola lista di libri per chi è ancora in corsa nel suo Grand Prix del Regalo
Libro dell’Anno 2007,Tg1 Libri.
La domenica va in onda all’interno del Tg1 la rubrica settimanale Tg1 Libri alle 13:30, in replica la sera a 00:35 in Tg1 Notte Libri,
condotta dal direttore Gianni Riotta.
Qui si può votare il Libro dell’Anno 2007
… anche qui EDNWeekly
Libri in pillole
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R. Paris, I Ballatroni, Avagliano.Inconfondibili protagonisti sono ragazzi osceni della Marsica degli anni Cinquanta dai nomignoli infernali.
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E. Nesi, Per sempre, Bompiani. Sullo sfondo grigio di un’esistenza piena di insicurezze, si disegna l’esistenza di Alice, ragazza di un call center.
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L/F. Ervas, Succulente, Marcos y Marcos. Dalla fantasia dei fratelli Ervas, una delicata storia d’amore sotto il cielo immenso del Portogallo.

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J.R.Moehringer, Il bar delle grandi speranze, Piemme. Una storia di formazione e riscatto, la lotta di un ragazzo per diventare uomo.
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G. Rigosi, L’ora dell’incontro, Einaudi. Poderoso romanzo giallo d’atmosfera dall’intreccio avvincente, un viaggio prima di tutto nel dolore.
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J. Cheever, Sembra proprio di stare in paradiso, Fandango. L’ultima gemma del grande scrittore americano uscita nell’82, appena prima della sua morte.
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A. G. Stella – S. Rizzo, La casta. Così i politici italiani sono…, Rizzoli. Libro di denuncia dominato da accuratezza e mancanza di pregiudizi.
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K. Follett, Mondo senza fine, Mondatori. 1327: il ritorno al villaggio di Kingsbridge, dove tutto ebbe inizio. Saga sui mutamenti del proprio tempo.
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Cesare De Marchi , Il talento, Feltrinelli.
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Cesare De Marchi, La furia del mondo, Feltrinelli.
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Cesare De Marchi, Romanzi. Leggerli, scriverli, Feltrinelli.
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F. Recami, Il correttore di bozze, Sellerio. Un racconto doppio tra la parabola e l’horror, una narrativa dell’enigma e dell’ossessione.
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A Camilleri, Voi non sapete, Mondadori. Un saggio per leggere il sistema di comando di Bernardo Provenzano sugli uomini e sulle cose di mafia.





