Domandare Un Miele
La giornata di… “un elettore”. L’Italia al voto!
Nonostante la tornata elettorale sia ormai ampiamente alle nostre spalle (anche i risultati direi), mi sembra doveroso un richiamo letterario al democratico gesto che circa l’80% degli aventi diritto al voto hanno compiuto in questi giorni. Ad urne ormai chiuse propongo un piacevole affresco delle votazioni, per le elezioni politiche del 1953, raccontate da Italo Calvino in La giornata di uno scrutatore (il romanzo realistico di uno spietato osservatore della società).
Se si usano termini generici come “partito di sinistra”, “istituto religioso”, non è perché non si vogliano chiamare le cose con il loro nome, ma perché anche dichiarando d’emblée che il partito di Amerigo Ormea era il partito comunista e che il seggio elettorale era situato all’interno del famoso “Cottolengo” di Torino, il passo avanti che si fa sulla via dell’esattezza è più apparente che reale. Alla parola “comunismo” o alla parola “Cottolengo”, capita che ognuno secondo le proprie esperienze, è portato ad attribuire valori diversi o magari contrastanti, e allora resterebbe da precisare ancora, definire il ruolo di quel partito in quella situazione, nell’Italia di quegli anni, e il modo di Amerigo nello starci dentro, e quanto al “Cottolengo”, altrimenti detto “Piccola Casa della Divina Provvidenza” - ammesso che tutti sappiano la funzione di quell’enorme ospizio, di dare asilo, tra i tanti infelici, ai minorati, ai deficienti, ai deformi, giù giù fino alle creature nascoste che non si permette a nessuno di vedere - occorrerebbe definire il suo posto nella pietà dei cittadini, il rispetto che incuteva anche nei più distanti da ogni idea religiosa, e nello stesso tempo il posto tutt’affatto diverso che aveva assunto nelle polemiche in tempo d’elezione, quasi un sinonimo di truffa, di broglio, di prevaricazione.
Infatti, da quando nel secondo dopoguerra il voto era divenuto obbligatorio, e ospedali ospizi e conventi fungevano da grande riserva di suffragi per il partito democratico cristiano, era là soprattutto che si davano casi d’idioti portati a votare, o vecchie moribonde, o paralizzati dall’arteriosclerosi, comunque gente priva di capacità d’intendere. Fioriva, su questi casi, un’aneddotica tra burlesca e pietosa: l’elettore che s’era mangiato la scheda, quello che a trovarsi tra le pareti della cabina con in mano quel pezzo di carta s’era creduto alla latrina e aveva fatto i suoi bisogni, o la fila dei deficienti più capaci d’apprendere, che entravano ripetendo in coro il numero della lista e il nome del candidato: un due tre, Quadrello! un due tre, Quadrello!
Amerigo queste cose le sapeva già tutte e non ne provava né curiosità né meraviglia; sapeva che una giornata triste e nervosa lo attendeva; cercando sotto la pioggia l’ingresso segnato sulla cartolina del Comune aveva la sensazione d’inoltrarsi al di là delle frontiere del suo mondo.
Sogljadataj.
La mia vita è un addio perpetuo agli oggetti e alla gente, che spesso non fa alcun caso al mio amaro, breve, folle saluto. Vladimir Vladimirovič Nabokov
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My Blueberry Nights (Un bacio romantico).
Quelle chiavi erano di un giovane ragazzo di Manchester, Inghilterra, che faceva programmi e sognava di correre ogni maratona di questo paese cominciando da New York. Stava per scrivere un racconto delle sue esperienze e finì per gestire un caffè. Poi furono date a una ragazza russa che amava collezionare chiavi e guardare tramonti.
Sfortunatamente amava più i tramonti delle chiavi e finì per scomparire in uno di essi.
Elizabeth
Caro Jeremy,
negli ultimi giorni ho imparato come non credere alle persone e sono felice di aver fallito.
Qualche volta dipendiamo dalle altre persone, come uno specchio per definirci e dire chi siamo, ed ogni riflesso mi rende un po’ più me stessa… Elizabeth.
Il club del libro.
So I guess I’m out of the book club.
Ben Linus, Lost 3×01
The Catcher in the Rye.
Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l’autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira.” J. D. Salinger, Il giovane Holden
Vedute sul Mondo Reale.
“Quando impariamo, noi ascoltiamo solo i nostri pensieri.Per questo motivo non ci è possibile accogliere nuovi pensieri, a meno di non ricorrere a nuovi metodi di ascolto e di studio.”
Georges Ivanovitch Gurdjieff, 13 Febbraio 1922, Londra.
“Thomas Pynchon’s House: Come On In!”
“Ecco la citazione: a Thomas Pynchon piace questo libro tanto quanto gli piace comparire in video. Ehi di qua, fatevi fotografare con un autore eremita! Solo oggi avrete anche un autografo gratuito.
Aspettate c’è dell’altro.”
The Simpsons “Incertezze di una casalinga arrabbiata” XV stagione, episodio 10.
La scimmia pensa, la scimmia fa
Per la prima volta nella storia, cinque fattori si sono allineati per dar vita a questa esplosione
comunicativa. In ordine sparso, i fattori sono i seguenti.Tempo libero.
Tecnologia.
Materiale.
Istruzione.
E digusto.
Chuck Palahniuk. La scimmia pensa, la scimmia fa, Mondadori, Milano, 2006, p. 53. (Cancellatura mia sostitutiva di “narrativa”)
Il fuoco delle utopie.

I regimi criminali non furono creati da criminali, ma da entusiasti convinti di aver scoperto l’unica strada per il paradiso.
Milan Kundera, L’insostenibile leggerezza dell’essere








