il Corriere della Letteratura

NULLA DIES SINE LINEA

Archive for the ‘Citazione’ Category

Il Bibliografo è solitamente il disseminatore di una opinione piuttosto che il suo originatore

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Come non vi sono leggi civili che impediscano a chiunque di farsi Autore, e di scrivere per il pubblico: così non pare ve ne siano che limitino o inficino la libertà di ciascuno di rendersi censore o giudice di quegli.

Adrien Baillet, De la liberté de juger, 1685-1686

Fosso del Diavolo, Torino di Sangro, 05-06-2009

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Giovedì 2 Luglio, 2009. alle 19:49

MAD MEN

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madmen

Pensaci molto intensamente. Poi dimentica tutto.

Vedrai che l’idea ti esploderà davanti.

Donald “Don” Draper, Creative director Sterling Cooper Advertising Agency

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Giovedì 7 Maggio, 2009. alle 16:33

L’Aquila

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«Nel 1915 un violento terremoto aveva distrutto buona parte del nostro circondario e in 30 secondi circa ucciso circa 30 mila persone. Quel che più mi sorprese fu di osservare con quanta naturalezza i paesani accettarono la tremenda catastrofe. In una contrada come la nostra, in cui tante ingiustizie rimanevano impunite, la frequenza dei terremoti appariva un fatto talmente plausibile da non richiedere ulteriori spiegazioni. [...] Nel terremoto la natura realizzava quello che la legge a parole prometteva e nei fatti non manteneva: l’uguaglianza. Uguaglianza effimera. Passata la paura, la disgrazia collettiva si trasformava in occasione di più larghe ingiustizie. [...] La maggior parte dei morti giaceva ancora sotto le macerie. I soccorsi stentavano a mettersi in opera. Gli atterriti superstiti vivevano nelle vicinanze delle case distrutte, in rifugi provvisori. Si era in pieno inverno, quell’anno particolarmente rigido. Nuove scosse di terremoto e bufere di neve ci minacciavano.»

Ignazio Silone, Uscita di sicurezza (1949)

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Lunedì 6 Aprile, 2009. alle 3:32

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sarcastic space alien

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American Dad! Il rompiglione, I stagione episodio 5

American Dad! - Il rompiglione (I stagione, episodio 5)

Area 51.

Roger: Non uccidermi, so che sembra una frase fatta, ma io non voglio ucciderti.

Stan: Ma dai! Tu sei l’alieno? Dicevano che eri grosso e avevi gli artigli…

Roger: Gli artigli ce li ho: guarda quanto sei ciccione. Hai sentito? Battuta graffiante.

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Lunedì 2 Marzo, 2009. alle 10:47

master narrative

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“la storia è il mito dell’Occidente”

Claude Lévi-Strauss, La pensée sauvage, 1962

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Giovedì 5 Febbraio, 2009. alle 19:59

Sigari

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Groucho Marx

Groucho Marx

All’infuori del cane il libro è il migliore

amico dell’uomo. Dentro il cane è troppo

scuro per leggere

 

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Giovedì 1 Gennaio, 2009. alle 0:01

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L’angelo nuovo della storia

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Paul Klee, Angelus Novus, acquerello 1920  

Paul Klee, Angelus Novus, acquerello 1920

C’è un quadro di Klee che s’intitola Angelus Novus. Vi si trova un angelo che sembra in atto di allontanarsi da qualcosa su cui fissa lo sguardo. Ha gli occhi spalancati, la bocca aperta, le ali distese. L’angelo della storia deve avere questo aspetto. Ha il viso rivolto al passato. Dove ci appare una catena di eventi, egli vede una sola catastrofe, che accumula senza tregua rovine su rovine e le rovescia ai suoi piedi. Egli vorrebbe ben trattenersi, destare i morti e ricomporre l’infranto. Ma una tempesta spira dal paradiso, che si è impigliata nelle sue ali, ed è così forte che egli non può più chiuderle. Questa tempesta lo spinge irresistibilmente nel futuro, a cui volge le spalle, mentre il cumulo delle rovine sale davanti a lui al cielo. Ciò che chiamiamo il progresso, è questa tempesta. 

                                                                       Walter Benjamin, Angelus Novus. Saggi e frammenti

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Giovedì 11 Dicembre, 2008. alle 0:17

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Omicidio a Road Hill House – Prologo

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William Frith, La stazione ferroviaria, 1862

Stazione ferroviaria di Paddington, 15 luglio 1860

Domenica 15 luglio 1860 l’ispettore Jonathan Whicher di Scotland Yard pagò due scellini a un vetturino perché lo portasse da Millibank, appena a ovest di Westminster, alla stazione di Paddington, da cui partivano le corse della Great Western Railway. Qui giunto, comprò due biglietti: uno per Chippenham, nel Wiltshire, a 150 chilometri da Londra (pagandolo sette scellini e dieci pence), e l’altro da Chippenham a Trowbridge, una trentina di chilometri più in là (per uno scellino e sei pence). La giornata era mite: per la prima volta nel corso dell’estate la temperatura aveva superato decisamente i venti gradi.
Paddington era una grande stazione a volta, luccicante di vetro e ferro, costruita sei anni prima da Isambard Kingdom Brunel. L’interno era pieno di fumo e inondato di sole. Whicher la conosceva bene: i ladri di Londra facevano affari in mezzo alla folla imponente e anonima che si agitava nelle nuove, grandi stazioni, tra gli arrivi e le partenze, nel mescolarsi elettrizzante di mille tipi umani, ricchi e poveri. Era questa l’essenza della città, che la squadra investigativa appena creata avrebbe dovuto tenere sotto controllo. Nel quadro di William Frith intitolato La stazione ferroviaria, del 1862, vediamo una panoramica di Paddington in cui non manca un ladro ritratto mentre viene arrestato da due agenti in borghese: tipi vestiti di nero, con bombette e basettone, capaci di confondersi tra la folla e di emergerne per domare le turbolenze della metropoli. Leggi il seguito di questo post »

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Lunedì 1 Dicembre, 2008. alle 7:36

Obama: il discorso della vittoria

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Il quarantaquattresimo Presidente degli Stati Uniti d’America: “Il cambiamento è arrivato”

Se c’è qualcuno là fuori che ancora dubita che gli Stati Uniti siano un posto in cui tutto sia possibile, che dubita che il sogno dei nostri fondatori sia ancora vivo, che si interroga sul potere della nostra democrazia: questa notte ha avuto una risposta.
E’ la risposta di giovani e anziani, ricchi e poveri, democratici e repubblicani, bianchi e neri, ispanici, asiatici e indiani d’America, gay e etero, disabili e non disabili. Gli americani hanno lanciato un messaggio al mondo: non siamo mai stati un insieme qualunque di individui o un insieme di stati blu o rossi. Siamo e saremo per sempre gli Stati Uniti d’America.
Yes We Can. America siamo arrivati fin qui. Abbiamo visto così tanto, ma c’è ancora molto da fare. Questa notte dobbiamo chiederci se i nostri bambini vivranno abbastanza per vedere il prossimo secolo, se le mie figlie saranno così fortunate da vivere più di cento anni. Quali cambiamenti vedranno? Quali progressi avremo fatto? Adesso possiamo rispondere a questa domanda.
E’ il nostro momento.
E’ il nostro tempo.
E’ ora di ridare un lavoro alla gente, dare opportunità ai nostri ragazzi, ristabilire prosperità, promuovere la pace, riaffermare il sogno americano. Ribadire una grande verità: che tra tanti siamo uno solo, che mentre respiriamo speriamo e quando ci scontriamo con scetticismo, dubbio o incontriamo chi dice che non possiamo, noi risponderemo loro con un credo senza tempo che rappresenta  lo spirito di un popolo: Yes We Can.

Chicago, Grant Park, 4 Novembre 2008

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Mercoledì 5 Novembre, 2008. alle 14:10

adesso

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così

tanto

qua

giù

adesso.

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Mercoledì 29 Ottobre, 2008. alle 3:56