Archive for the ‘Editoriale’ Category
Dieta mediatica, possibilmente letteraria
Nelle ultime settimane, diverse testate internazionali hanno pubblicato una selezione dei blog più influenti al mondo, chiedendo poi ai lettori di votare quelli che trovavano più interessanti. Queste classifiche sono il sintomo della visibilità e dell’importanza di fonti che fanno ormai parte della dieta mediatica di migliaia di utenti. A rilanciare lo stesso gioco con la blogosfera italiana è stato Panorama.it.
Il mio blogroll o sitografia, che dir si voglia, ha bisogno di una rinfrescata. Non tutto è indirizzato ai libri, anche se così dovrebbe essere. Sono attualmente presenti la maschera di ricerca delle biblioteche bolognesi e il sito della feltrinelli, probabilmente i primi epurati. Poi il sito spagnolo ClubCultura ovvero il portale culturale della fnac (diciamo una finestra sulla letteratura spagnola), poi ancora: il sito del Corriere della Sera, di un gruppo di lettura, un software gratuito per scrivere romanzi e infine Mestiere di scrivere e un sito di lingua e letteratura italiana.
Mi sembra dunque arrivato il momento di fare un certo ordine.
A questo punto non ci resta altro che aggiungerne di nuovi. Fra i tanti consiglio: Generación Y il blog di Yoani Sánchez (secondo il New York Time una delle 100 persone più influenti al mondo), Spinoza Un blog serissimo che molti di voi già conosceranno così come Nazione indiana, Lipperatura, Giornalismo partecipativo, La poesia e lo spirito e il più influente blog americano The Huffington Post. Se qualcuno di questi non lo conoscete, magari dategli una spulciata prima di esprimere la vostra preferenza. Sono bene accetti i suggerimenti, purché solidamente argomentati.
Un anno di blog
Esattamente un anno fa ho aperto questo spazio su internet dopo ripetuti e infruttuosi tentativi. Dovevo scrivere una tesi, ero piuttosto occupato eppure l’idea del blog mi assorbiva totalmente. Ho pensato quasi maniacalmente a temi, nomi, url e poi applicazioni e contatori da inserire. Poi la nascita silenziosa di Eremoletterario, la mia presentazione e la scelta di dedicarmi alla recensione delle mie letture e ai libri in generale. Linee guida e fermi propositi sono scivolati pian piano in temi del momento, arte, plagi e tutti i possibili tradimenti che si potessero perpetrare nei confronti di un blog che parli di letteratura. Allora provavo a scrivere e cercavo di essere il più impersonale possibile, un vero recensore, un saggista. Insomma, credevo che uno stile neutro fornisse limpidezza e risalto a quello che scrivevo. Tentativi sparsi di riuscire a realizzare un’idea che in fin dei conti si è persa nelle pieghe della vita quotidiana.
Numeri. Ben presto il blog è diventato una questione di numeri, statistiche, visite, blog ranking. Il tutto da analizzare giornalmente, ora per ora e quasi minuto per minuto. Insomma più che un blogger un’analista, un impiegato dell’istituto nazionale di statistica. Allora, come si misura il successo? Numeri? Visite? Commenti? Link in entrata? Autorevolezza dei link?
Fatica sprecata.
Probabilmente l’opportunità di questo blog è valutabile nella misura in cui a me è tornato utile.
E a me è stato senz’altro utile. Un impegno mantenuto o no, comunque un punto fermo nei momenti che hanno caratterizzato gli ultimi dodici mesi. Prima se vogliamo valvola di sfogo durante la stesura della tesi, poi cartina da tornasole della mia voglia di studiare e di continuare a crescere faticosamente culturalmente e non “spiaggiarmi” magari in un lavoro capace di atrofizzare un qualunque intelletto.
Per questo motivo, immagino e spero che questo blog continui ad aiutare innanzitutto me. E non parliamo di passatempo, scrittura terapeutica, divertissemant o peggio ancora di un hobby. Forse diario impersonale, anche se la cadenza è quella che è… Con questo non voglio rivendicare una natura quasi personale di queste pagine: non sono semplicemente un esercizio privato diretto a me stesso, un promemoria per mio uso. A questo promemoria hanno infatti collaborato altre persone (poco inclini a scrivere per la rete e quindi ancora più importanti) ai quali va il mio sentito ringraziamento.
Le cose scritte di mio pugno sono ad ogni modo la maggioranza, e mi inorgoglisce pensare che potrebbero quasi, se lette dall’inizio alla fine, essere una sorta di romanzo postmoderno (tipo Simpson: po.mo. cioè post moderno.. cioè strano per essere strano!).
Terminano qui lacrime e sorrisi da “blog: un anno dopo”… sono invece sempre operativo e propongo una nuova pagina. La trovate sulla destra alla voce Contact us (che fantasia, sono intitolate tutte in inglese, cosa faccio spezzo con l’italiano?) dove potrete trovare, cari lettori e utenti di passaggio, una contact form in cui scrivere privatamente alla redazione di Eremoletterario commenti, suggerimenti o inviare qualcosa che vorreste pubblicare. Insomma se ne può parlare… privatamente ma se ne può parlare.
Per quest’anno è tutto, ma non smettete di leggere le prime tre righe dei miei prossimi post!
Un apprezzamento
Il presente articolo di Michiko Katutani è apparso sul New York Times il 14 settembre, una nuova collaboratrice di eremoletterario si è professionalmente adoperata per tradurre fedelmente le parole della più influente critica letteraria statunitense (nota ai più per le sue celebri stroncature). Certi di fare cosa gradita ai nostri lettori, questo post vuole essere un ultimo sentito saluto a un grandissimo scrittore “del nostro tempo”, fonte di ispirazione e citazioni fin dalla nascita di questo blog.
DFW Rest in Peace
Un apprezzamento
Esuberanti ritornelli su una terra assetata di sangue
Michiko Kakutani, An Appreciation, Exuberant Riffs on a Land Run Amok, The New York Times, 14 Settembre 2008.
David Foster Wallace possedeva prodigiosi doni di scrittore: una ansiosa ed esuberante prosa, feroce spirito di osservazione, abilità nel fondere tecniche avanguardistiche con una serietà morale dal sapore rétro. Scelse di utilizzarli per creare una serie di ritratti stroboscopici di un’America vecchia di millenni che eccede nella droga dell’ entertainment e dell’ auto gratificazione, al fine di catturare, per usare le parole del musicista Robert Plant, la miriade di sfaccettature “profonde e insensate” della vita contemporanea.
Un mago della prosa. Wallace sapeva scrivere – nei suoi romanzi e nei suoi saggi - di ogni argomento con humor, verve ed entusiasmo: dal tennis alla politica alle aragoste, dagli orrori dell’astinenza da droga ai piccoli terrori della vita su una lussuosa nave da crociera. Al suo meglio era in grado di scrivere in maniera tanto divertente quanto triste, tanto sardonica quanto seria. Sapeva rappresentare l’infinito e l’infinitesimale, il mitico e il mondano. Sapeva evocare assurdi futuri – come un’ America in cui mandrie di ferali criceti vagano senza meta – ed allo stesso tempo trasmettere l’idea che l’assurdo abbia già invaso un paese in cui vecchi show televisivi sono la pietra di paragone nazionale e stupide pubblicità tappezzano le nostre vite. Era in grado di far visualizzare al lettore maiali da fiera talmente grassi da sembrare piccole Volkswagen, di comunicare quanto sia bizzarro crescere in Tornado Alley, in un Midwest matematicamente piatto; così come di catturare lo stato d’animo del senatore John McCain nella sua campagna “straight talk1“ del 2000. Leggi il seguito di questo post »
Interesting, I think.
Prendere una penna, un foglio, e dedicare tempo ed energie alla scrittura: ecco un buon sistema per farsi venire in mente altre idee, probabilmente migliori di quelle da cui si è partiti.
Ma non solo. Anche confronto, riflessione e pazienza.
Poco prima di Natale, nella fase aurorale di questo blog, avevo proposto il racconto di Daino Il domani è in gran parte figlio dell’oggi (ed oggi è stata una buona giornata). Nei giorni di vacanza le visite erano particolarmente scarse e, mio malgrado, tolsi il racconto in attesa di tempi migliori. Merita ben altra visibilità. Nei prossimi giorni, a partire da questa sera, questo breve racconto tornerà nuovamente online.
Molti avranno visto il film Tutta la vita davanti. Film che ha posto di nuovo in evidenza, qualora ce ne fosse bisogno, la situazione di molti lavoratori e in particolar modo i precari dei call center. Demonizzato dal film (così come l’umanità in generale) il call center è anche lo sfondo di questo racconto. Quinte scenografiche, o fondale d’acquario, necessarie per poter mettere in scena i grotteschi eroi di un’umanità giovane e metropolitana quasi da ultimo natale dell’umanità.
Con una pervicacia estenuante ho tentato di tracciare precise linee editoriali per questo blog, nato essenzialmente per contenere le mie recensioni. Con il tempo mi è stato impossibile mantenere la rotta. Ad ogni concessione alle correnti ho però tentato di rispondere con elastiche virate. Torno allora alle radici e alla materia: libri, letteratura, scrittura, racconti… Niente recensioni anche per questa volta quindi, solo nudo testo di un giovane scrittore e chissà che un domani non possa ospitare altre penne. Negli ultimi anni alcuni blog sono diventati libri e bloggers scrittori (Belle de Jour, Diario intimo di una squillo per bene, e adesso già telefilm) e nella finzione di una serie televisiva uno scrittore diventa forzatamente blogger…
Il mestiere dello scrittore fa schifo, è come avere i compiti a casa tutti i giorni per tutta la vita.
Hank Moody, Californication
Puede ser que la vida me guíe hasta el sol…
è finalmente finito un lungo periodo che durava all’incirca da Natale. Un periodo in cui una buona parte delle mie attività extra universitarie hanno subito un rallentamento. Fra queste ovviamente le mie letture e, di riflesso, l’edizione di nuove recensioni per questo sito. Ad ogni modo, ho continuato a scrivere e nello specifico ho trattato di alcuni film, usciti recentemente, ispirati a romanzi che non ho avuto la fortuna di leggere. In questo periodo ho raggiunto nuove vette nelle statistiche di visite (che rimangono l’unico indice dell’interesse accordato agli argomenti trattati, dato che purtroppo i commenti languono), e la recensione sui generis di Into the Wild credo rimarrà a lungo l’articolo più letto del blog. Ho aggiunto anche alcuni accessori come i feed qui affianco, ma soprattutto il tasto PDF per poter leggere gli ultimi articoli comodamente off-line.
Nel frattempo però, come avrete capito, ho scritto la mia tesi di laurea e alla fine martedì 18 sono riuscito a laurearmi. Non voglio parlare di traguardo (nella vita credo esistano solo traguardi volanti), ma di tappa, importante certo, che sento di aver già messo alle spalle. Adesso spero di poter dedicare un pò di tempo a me stesso e quindi rinnovare il mio impegno in EremoLetterario (a proposito per Pasquetta è in programma una gita agli eremi abruzzesi).
Aggiungo questa foto, suggestiva e particolarmente allusiva, che mi ritrae in Piazza Santo Stefano a Bologna all’uscita del Dipartimento di Storia. Il titolo di questo post è la strofa di una canzone di El Canto del Loco intitolata Puede ser del disco A Contracorriente. Oltre ad essere particolarmente indicata, mi ha accompagnato nei miei forse ultimi giorni da studente…
Il “lessico famigliare” del mio blog.
Il 26 dicembre, non è il caso di scomodare il signore di La Palice, è stata la ricorrenza del primo mese sul web de il Corriere della Letteratura. Facile dire: tempo di primi bilanci, sicuramente più difficile è stilare realmente un bilancio. Un’autentica impresa, alla luce di questo, effettuare cambiamenti sensibili o impostare nuove rotte. Il tempo è un elemento essenziale nella produzione reale di questo blog, perchè tutto ciò che ho scritto è stato verificato, le citazioni sono state tutte evidenziate, il resto sono parole originarie mie. continua a leggere…
Vedute sul Mondo Reale.
“Quando impariamo, noi ascoltiamo solo i nostri pensieri.Per questo motivo non ci è possibile accogliere nuovi pensieri, a meno di non ricorrere a nuovi metodi di ascolto e di studio.”
Georges Ivanovitch Gurdjieff, 13 Febbraio 1922, Londra.
Nomi e Cognomi di un BabyBlog.
Velatamente (neanche tanto per la verità) il titolo di questo blog è un allusione al Corriere della Sera, quotidiano di riferimento in Italia per prestigio e longevità. Volevo utilizzare Corriere Letterario, ma già esiste. Avendo copiato anche il “della”, ho perso ancora qualcosina in originalità, ma ce ne faremo una ragione.
La URL, al contrario, è completamente mia. Purtroppo anche qui ho dovuto abbozzare, dato che quell’eremo da un pò una sensazione monacale, di convento camaldolese. Va detto però che di eremi in letteratura ce ne sono di prestigiosi, da Leopardi a D’Annunzio, mio conterraneo. Ad ogni modo questo termine va slegato dalla mia persona o personalità, dato che sono moderatamente estroverso (in sostanza non sono tipo da eremo), va invece agganciato all’atto della lettura. Un momento che credo si svolga principalmente in solitudine, come dimenticare l’incipit di Se una notte d’inverno un viaggiatore di Italo Calvino. Ad ogni modo il vocabolario può scagionarmi.
eremo [è-re-mo] lett. ermo s.m.
1 Luogo solitario dove si ritirano gli eremiti; convento dei monaci camaldolesi
2 estens. Dimora tranquilla e isolata, stanza appartata in cui si può rimanere soli
•sec. XIV
Quindi il termine va preso nella seconda accezione, quella per estensione, per intenderci.
Letterario? Poichè non sono riuscito a impostarlo come titolo del blog (in sostanza letterario è uguale a della letteratura) e rende la URL più corta, mi sembra più adatto rispetto a eremo della letteratura. Posso, anche in questo caso, consultare il dizionario per avvalorare questo riferimento.
letterario [let-te-rà-rio] agg. (pl.m. -ri)
1 Relativo alla letteratura, che riguarda la letteratura o gli studi umanistici: opere, materie l.; che ha per oggetto o argomento la letteratura: critica l.; rivista l. || premio l., concorso che premia opere di letteratura | proprietà l., diritto d’autore
2 estens. Dei letterati, relativo ai letterati: salotto, mondo l.
3 Di termine o espressione che appartiene all’uso dei letterati o comunque delle persone colte: vocabolo l.
• avv. letterariamente, in modo l.
• sec. XVII
da il Sabatini Coletti Dizionario della Lingua Italiana
Qui niente estensione, questo non è un salotto per letterati o, peggio ancora, un eremo per letterati… Prendo la prima definizione. Questo blog è un “eremo” (che nel rumore della rete sa tanto anche di àncora di salvezza) relativo alla letteratura, che ha per oggetto e argomento la letteratura.
Questo sembra un verbale difensivo, lo so, ma volevo chiarire un paio di passaggi e di riferimenti, direi cruciali, nella nascita di questo blog. Spero di non essere stato eccessivamente tedioso. Pedissequo lo sono stato sicuramente…
Ultime notizie… dalla Blogosfera.
I blog non sono più dei semplici diari sul web. Sono ormai, dei veri e propri spazi virtuali usati come palcoscenici amatoriali in cui esprimere creatività e condividere esperienze. Sono una nuova diffusa forma di comunicazione, o per lo meno in questo senso vengono intesi negli ultimi tempi. Anche io ho scoperto le potenzialità del blog e immagino che tante altre ancora ne dovrò scoprire. Le possibilità sembrano infinite. Sono columnist, editore e grafico dello stesso prodotto. Chi non ne sarebbe affascinato? Questo blog non viene creato per rendere una immagine riflessa di me, o peggio ancora mettere una maschera telematica alla mia personalità. Non ho intenzione di sperimentare, creare poesie o quant’altro. Non scrivo perché ne sento la necessità ne tanto meno perché un “blog ormai ce l’hanno tutti”(è il suo aspetto “in”). Questo spazio è la mia personale palestra. Procederò per approssimazioni, perché nelle cose è il metodo che ho sempre utilizzato. In quanto palestra necessiterà di costanza, unico vero proposito. L’idea sarebbe quella di trattare settimanalmente dei temi controllati, ovvero etichettabili (gergo blogger). L’idea non è quella di essere originali, ma personali. Come si conviene ad ogni buon blog che si rispetti. Non contento di averne già aperto uno su blogger ho deciso di farne uno anche qui. L’idea è che questo blog al contrario dell’altro debba essere monotematico. Ovviamente non è semplice, perchè richiede una certa conoscenza della materia che si va a trattare, qualunque essa sia. In realtà su nessun aspetto del reale e non posso dire di avere una preparazione tale da “andare con le mie gambe”, ma questa può essere l’occasione buona per attivare la mia conoscenza sul campo. Focalizzerò i miei post sulla letteratura, i libri, romanzi, racconti e autori. Sostanzialmente le mie letture. Appunterò anche qualche lettura per il futuro. In relatà la maggior parte dei libri che mi “accendono”, sono quelli che non ho ancora letto. Chi capiterà da queste parti, non dico che potrà evitare di leggere il libro. Sicuramente se bello va letto, ma può risparmiarsi la lettura di qualche “antipatico” romanzetto segnalato. In realtà difficilmente ne idividuo uno da mettere alla berlina, ma in quanto pseudo-critico mi toccherà alzare gli standar. Ovviamente non è che non ho nulla da fare, quindi fra i tanti; l’impegno sarà quello di tenerlo attivo e aggiornato.
La sfida è stata lanciata.
P.S. La data che titola la pagina si riferisce al giorno in cui ha visto la luce questo spazio nella Blogosfera, dato che questo blog è uno spin-off di un mio blog precedente. Le date delle recensioni sono state modificate in modo da rientrare nella tempistica della nascita del Corriere della Letteratura. Lo so non è simpatico, ma non mi piaceva il nome dell’altro. Che sostanzialmente era il mio nome e cognome. Troppo personale, se vuoi dare un minimo un campo circoscritto a un blog, che non sia un diario, non credete? L’altro aveva anche preso ad andare forte, grazie all’articolo su Alain Robbe-Grillet e all’ipocondria spirituale (se solo qualcuno mi spiegasse cosa sia). Alcune recensioni erano decisamente penose e, giustamente, le ho mantenute così com’erano a severo monito. Forse il meglio l’ho raggiunto con Jenny Savile, e non era neanche una recensione letteraria.







