Archive for the ‘Arte’ Category
Primavera delle idee
Non c’è alcun motivo per cui le scienze umane dovrebbero tutte adottare la medesima metodologia. Le controversie possono essere altamente produttive. La storia da sempre fiorisce allorché differenti tipi di scrittura storica siano disponibili sullo stesso scaffale, quando problemi attorno a “ciò che è accaduto” siano stimolati dalle domande “chi l’ha detto?” e “questo cosa significa?”
Christopher A. Bayly, La nascita del mondo moderno 1780-1914, 2004

Claudio Permiggiani, Campo dei fiori, Biblioteca d'Arte e di Storia di San Giorgio in Poggiale, Bologna
L’angelo nuovo della storia
Paul Klee, Angelus Novus, acquerello 1920
C’è un quadro di Klee che s’intitola Angelus Novus. Vi si trova un angelo che sembra in atto di allontanarsi da qualcosa su cui fissa lo sguardo. Ha gli occhi spalancati, la bocca aperta, le ali distese. L’angelo della storia deve avere questo aspetto. Ha il viso rivolto al passato. Dove ci appare una catena di eventi, egli vede una sola catastrofe, che accumula senza tregua rovine su rovine e le rovescia ai suoi piedi. Egli vorrebbe ben trattenersi, destare i morti e ricomporre l’infranto. Ma una tempesta spira dal paradiso, che si è impigliata nelle sue ali, ed è così forte che egli non può più chiuderle. Questa tempesta lo spinge irresistibilmente nel futuro, a cui volge le spalle, mentre il cumulo delle rovine sale davanti a lui al cielo. Ciò che chiamiamo il progresso, è questa tempesta.
Walter Benjamin, Angelus Novus. Saggi e frammenti
«La verità sono tutte queste cose. La verità non è nessuna di queste cose. La verità è solo qualcuna di queste cose»
Se qualcuno si dovesse trovare a passare per la Forsyth Street di New York, e per l’esattezza al numero 208 dove c’è la Half Gallery, in questi giorni potrebbe ammirare un suo recondito sogno o semplicemente un incubo a occhi aperti: la cantante più discussa degli ultimi decenni Amy Winehouse uccisa dallo scrittore William Burroughs, uno dei padri della beat genereration. In realtà l’emblematico autore di Naked Lunch è morto nel ‘97, non prima di aver ucciso per sbaglio sua moglie con un colpo alla testa nel maldestro tentativo di imitare Guglielmo Tell. Quella che si trova esposta è quindi soltanto una statua, una rappresentazione minuziosa e decisamente credibile di una scena impossibile. Un omaggio alla cantante e allo scrittore da parte dell’artista italiano Marco Perego o la ormai classica provocazione dispensatrice di cinque minuti di notorietà.

Ultimi giorni per le opere di Michele Cascella a Francavilla al Mare
Ultimi giorni per ammirare le opere del maestro Michele Cascella, esposte nella mostra “La gioia di vivere“, curata da Vittorio Sgarbi e aperta al pubblico fino al 30 settembre presso il Museo Michetti di Francavilla al Mare. La rassegna celebra l’artista a diciannove anni dalla scomparsa attraverso oltre ottanta opere che ne ripercorrono tutte le principali fasi espressive, dagli esordi all’ultimo periodo, in un arco cronologico compreso fra il 1905 al 1987. Si comincia con le opere giovanili, realizzate fra Abruzzo, Milano e Parigi, nelle quali Cascella rivela gia’ tutto il suo talento di colorista, segnato dall’influenza di Michetti, ma rinnovato alla luce degli sviluppi del post-impressionismo.
“Vituperato in vita perché troppo indulgente nei confronti della popolarità, perché troppo ‘commerciale’, come si diceva allora, Cascella si prende ora le sue rivincite – ha spiegato il critico d’arte Vittorio Sgarbi – Della sua arte intenzionalmente semplice, votata a individuare un’idea istintiva del bello, di quanto più larga condivisione possibile, quasi francescana nel concepire il senso della natura, un sermo communis per il quale una marina è sempre una marina e un fiore un fiore.”
Afrodite riconsegnata al colonnello Gheddafi

Dopo il rientro nel 2005 in Etiopia della stele di Axum (il prossimo 4 settembre sarà il sottosegretario per gli Affari esteri Alfredo Mantica, in rappresentanza di Berlusconi, a partecipare alla cerimonia di ricollocamento dell’obelisco ad Addis Abeba) e della Venere di Tripoli riconsegnata nel 1999 ai libici da Massimo D’Alema, un altro bottino di guerra viene restituito ai legittimi proprietari. La Venere Anadiomene, più nota come Venere di Cirene (nella foto), copia ellenistica del II secolo d.C. della perduta Venere di Cnido di Prassitele, è tornata in Libia.
a bigger splash

Arte contemporanea o provocazione?
Negli ultimi giorni ha suscito forti polemiche l’opera del tedesco Martin Kippenberger raffigurante un crocifisso con una rana ed esposta nella nuova sede del Museo di Arte moderna di Bolzano. I vertici ecclesiastici hanno preso posizione contro quest’arte che alza sempre più il tiro, la provocazione è arrivata a toccare il simbolo più importante per i cristiani, un simbolo che rappresenta da 2000 anni i sentimenti più alti e profondi dell’umanità.

Notizia di quest’oggi, per non essere da meno l’artista-provocatore Maurizio Cattelan espone in Germania nella città di Pulheim, vicino a Colonia, la sua ultima opera che rappresenta una donna crocifissa.
Senza scendere in facili moralismi la domanda mi sorge spontanea: l’arte ha ancora un suo valore/significante o come dice qualcuno l’arte moderna è di per sè provocatoria?
Enrico Franceschini su MyTube (blog di Repubblica.it) dice al riguardo arte “concettuale”? Scusate non ho capito il concetto.
Insomma ha ancora un senso la Merda d’artista?
Jenny Saville and the Hyperreality operating room
I’d like to say a few words about Jenny Saville, an English artist.
Unfortunately, save for a class of modern art I attended at the university, I am really just a neophyte in this field. Some images, though, don’t need a critical mediation to penetrate under your skin. Because this is what I’m talking about. Seeing is believing: just search the Google images section. Type her name and take a look at her works. The subjects she deals with are all but familiar to everyone of us: operating rooms, plastic surgery, transsexuals, morgues, along the lines of celebrated television series like Nip/Tuck, C.S.I., House, M.D., or Six Feet Under. Blind, mutilated people, bodies whose gender is undecipherable, pictures that faithfully convey the process of emotional numbing at the sight of human flesh and blood, a gift kindly bestowed upon us by the “modern age”. The picture shown above is called Reverse… the details are so strong that they express everything: life, birth, death… because everything pulsates, not just life. Even death can be pulsating.
I am trying to convert something which is not commonly held as beautiful through a process of sublimation. I am mostly interested in the relation between flesh and painting. If I set out to make the portrait of a transvestite, it is because that body is a kind of mirror of the times we live in, a body which is a mixture of natural and artificial.
My guess is: while the cubist painters used to collapse the figures, deconstructing them, Jenny Saville immortalizes (for these bodies are already dead, or maybe they were never alive in the first place, just like clones) the very same processes which mark and corrode the bodies and the flesh in the real life. What we find in her works is our naked shell, analysed under the lens of a painting style incredibly thick and vivid in its completely detached, almost surgical matter-of-factness. One might feel repulsed or sickened, but the prevailing feeling is one of curiosity.
To think that most of the lines on the highways are caused by people, slowing down to take a look at car crashes, goes a long way toward explaining the nature of human curiosity.
beat generation

Robert Rauschenberg, Kite (Aquilone), 1963
…ordine tecnologico e disordine esistenziale si mescolano, agitati come in uno shaker…







