About me
Da un about me ci si aspetta sempre parecchio e, probabilmente, tutti i giorni avrò la tentazione di modificare quello che ho scritto. Vorrei però subito sgombrare il campo e precisare che non vivo in un mondo fatto di libri (anche se il barone Cosimo è sempre stato uno dei miei personaggi preferiti), al contrario credo di essere piuttosto concreto e razionale. Insomma non passo le giornate a fare i puzzle di Escher, come qualcuno mi ha già fantasiosamente immaginato.
Ho ventisei anni e leggo da tanti anni per passione. Non leggo nei ritagli di tempo, bensì mi dedico del tempo per la lettura. Inutile dire che di tempo in abbondanza non ne ho più come nel periodo dell’adolescenza. Recentemente mi sono laureato in Storia del mondo Contemporaneo. Non ho mai scritto e saggiamente preferisco rimanere da questa parte della barricata, quindi continuo a leggere.
In quinta elementare leggevo Sir Arthur Conan Doyle e i romanzi di Sherlock Holmes, a mio parere Il mastino dei Baskerville rimane, fra i suoi, insuperato. Poi alle medie ho diversificato passando a Stephen King, di cui ho letto all’incirca 30 fra romanzi e raccolte di racconti. Crescendo la mia percezione della grandezza di King si è ridimensionata. Questione di prospettive. Non disdegno a tutt’oggi di leggere un suo romanzo, ma quella sensazione di assuefazione mi attanaglia subito. Non voglio dire “letto uno, letti tutti”, ma se sei cresciuto leggendo il Re del brivido, tornarci su in età adulta vuol dire catapultarsi indietro e tornare teenager. Una cosa da fare, ma con una certa moderazione! Poi ho letto in maniera molto più random. Posso evidenziare un paio di filoni, come quello di Baricco e De Carlo (anche laureato in storia contemporanea non a caso Di noi tre inizia con una discussione di laurea… in storia), letti fra gli ultimi anni del liceo e i primi di università. Adesso, ad essere sincero, non sopporto nessuno dei due. Ho letto ancora i romanzi di Pennac e la saga dei Malaussene, i romanzi di John Fante e quelli di Gabriel Garcia Marquez. Potrei andare avanti, ma l’importante è sapere quelli che ho apprezzato di più. In ordine sparso sono:
- Michail Bulgakov, Il maestro e Margherita
- Herman Hesse, Il lupo della steppa
- Haruki Murakami, A sud del confine a ovest del sole
- Jonathan Franzen, Le correzioni
- (ovviamente) Dante Alighieri, La Divina Commedia
- Milan Kundera, L’insostenibile leggerezza dell’essere
- Gabriel Garcia Marquez, Cent’anni di solitudine
- Thomas Pynchon, L’incanto del lotto 49
- Alessandro Baricco, Oceano mare
- Roberto Saviano, Gomorra
- Breece DJ Pancake,Trilobiti
Purtroppo potrei citarne un’infinità, e non sarei comunque in grado di stilare una classifica poiché alcuni li ho letti tanto tempo fa. Non sono bravo a dare i voti e forse neanche mi piace. Preferisco esprimere un giudizio attraverso una classica recensione.






wow, il tuo si che è un about come si deve…terrò d’occhio il tuo blog, tratta un argomento che mi interessa particolarmente: ho iniziato a leggere a quattro anni e non ne ho ancora abbastanza!certo che sulla piccola lista che hai fatto qui sopra ne avrei di cose da dire…:)ancora complimenti.FedericA
Gli “About me” mi spaventano, per questo anche il mio è rimasto under construction per un bel pezzo… e non è detto che rimanga così!!! Le cose sulla piccola lista le devi dire! A presto
Idee chiare e un blog ricco, di una persona che sta creando l’humus (giusto) per la sua crescita intellettiva ed emotiva. Complimenti!
Grazie mille! Eh si, ci ho messo un pò a focalizzare sulle cose da scrivere, come impostare e il taglio da dare. Poi in realtà sono venute semplicemente da sole…
Salve!…e tu……come?????
Ciao! Che bella la tua presentazione! Io sto riflettendo sulla mia da più di un mese e sono lontanissima da un risultato accettabile…
E’ così difficile parlare di sè, descriversi, descrivere i propri interessi e le proprie aspirazioni… Complimenti! A presto!
Condivido con te la “liquidità” dell’about, da intendersi come non cristallizzato ma in continua costruzione. Io non ho ancora scelto una precisa “linea editoriale” circa i contenuti del mio blog, mi piace però chi come te ha le idee chiare (non mi piacciono invece Baricco e De Carlo
).
Di Murakami “A sud del confine…” non è uno dei miei preferiti, ho letto parecchio di quest’autore e mi hanno colpito “Dance, dance, dance”, “Norvegian Wood” e la raccolta di racconti “l’elefante scomparso” ha degli spunti interessanti.
Tra i libri preferiti potevi omettere “La Divina Commedia”, anche perchè nessuno crede che tu l’abbia letta e vissuta per int(i)ero.
Se fai questi giochini ti consiglio di inserire nella lista anche “Enciclopedia Britannica”!
Saluti caro, e buona lettura…
Effettivamente ho letto solo l’Inferno… Una precisazione dovuta.
Piuttosto che inserire l’Enciclopedia Britannica, preferisco cancellare la Divina Commedia.
Forse volevi suggerirmi un libro che manca, e questa cosa ti ha un pò colpito?
Non ho avuto tempo di scriverti, ma ci tenevo a dirti che mi ha fatto davvero piacere che tu abbia cambiato il titolo. E’ una bella cosa, scambiarsi le idee sulla madre letteratura, una cosa bellissima.
Ho da poco aggiunto una mia recensione - breve saggio - su “Il Maestro e Margherita” sul mio blog. Mi farebbe piacere sapere cosa ne pensi, tu che hai uno sguardo così acuto. Il link è http://antonellalattanzi.blogspot.com/search/label/libri%20meravigliosi
Ti aspetto!
ciao, mi chiamo Marzia ed è il mio primo istante su un blog… li ho sempre guardati con sospetto e nn mi sono mai avvicinata così tanto fino a scrivere.
Ho però un desiderio, vorrei presentarti un libro, si intitola “La Scuola degli Dei” dell’autore Stefano E. D’Anna. Ti lascio il sito, e una frase che ho preso a caso e che è l’epitome di 400 pg scritte come un romanzo…
Il mondo è come tu lo sogni
„Tra sogno e realtà non c’è alcuna distanza né divisione. Così come non c‚è distanza tra essere e avere, tra credere e vedere ˆ enunciò il Dreamer ˆ Quello che un uomo sogna è già realtà. Ha bisogno solo di un pò di tempo perchè diventi visibile…
Dream + time = Reality
Il sogno si manifesta attraverso il tempo. E’ la limitatezza della nostra percezione che ha bisogno di tempo.
Il tempo è per l’uomo una vernice magica che rivela quello che altrimenti resterebbe invisibile ai suoi occhi.
Dietro tutto ciò che vedi e tocchi deve esserci il sogno per esistere… Un mondo meraviglioso o un mondo di dolore deve essere sognato perchè si realizzi.
Il sogno è la cosa più reale che ci sia, concluse il Dreamer.
Ma se il sogno ha questa capacità di creare il mondo, di trasformare tutto e ogni cosa, come mai non riesco a cambiare un atomo nella direzione che vorrei? chiesi dando sfogo alla mia frustrazione.
Il Suo sguardo volò lontano oltre le fiammelle dei grandi candelabri d’argento, oltre le pareti centenarie di Mas Anglada. Per lunghi istanti restò assorto, il mento poggiato sul palmo della mano sinistra, poi disse: Sii più sincero, più onesto con te stesso e realizzerai che dietro l’apparente volontà di voler cambiare la tua vita c’è la più ferma determinazione a volerla perpetuare così com’è.
The world is such because you are such.
Non esiste un mondo oggettivo, fisso, uguale per tutti… Il mondo è come tu lo sogni… E anche quello che ti appare negativo, distruttivo è solo il riflesso di un sogno conflittuale.
E per cambiare le cose che non vanno?
Cambia il sogno! E’ impossibile uscire dai solchi della ripetitività, della ricorrenza se non cambi il sogno.
Grazie per l’attenzione
Marzia
Sembra un buon inizio per superare la diffidenza nei confronti dei blog. Grazie per la tua segnalazione (prima o poi metterò una sezione apposita) e per la visita.